• La perla della Lucania Castelmezzano: la magia del borgo

    scritto il 2 febbraio 2016 da: Michele Tomaselli
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    Castelmezzano (foto di M.Tomaselli)

    articolo apparso su Vivere la Montagna  N. 135  – settembre  2015

    Nicola, Salvatore, Rocco e Franco suonavano in un gruppo musicale, ma già da tempo avevano appeso gli strumenti al chiodo. … Tuttavia quella passione riaffiora in una calda estate lucana e, così, decidono di ricostituire la band degli esordi, per partecipare al festival nazionale del teatro – canzone di Scanzano Jonico.

    Malgrado la distanza per arrivarci, decidono di compiere una strampalata impresa e attraversano a piedi tutta la Lucania: da Maratea a Scanzano Jonico, dalla costa tirrenica alla costa ionica. Così accompagnati da una giornalista, da un cavallo bianco e da una rete televisiva parrocchiale, intraprendono un viaggio picaresco, percorrendo strade alternative e sperimentando nuove forme d’arte. Contornati da cori festosi, danze e canti popolari, assaporano l’aglianico di Volture, il barolo del Sud,  uno dei vitigni rossi più importanti d’Italia.

    L’esperienza avrà per tutti un valore terapeutico, darà un senso alla loro esistenza e li riavvicinerà alla propria terra. Ecco una rapida carrellata del film “Basilicata Coast to Coast”, del 2010, un lungometraggio ben riuscito, che rappresenta il debutto alla regia di  Rocco Papaleo e di Max Gazze, nell’inconsueta veste di attore e musicista. “Mentre dormi”, struggente e poetica ballata, è la colonna sonora del film che Max ha scritto assieme a Gimmi Santucci.

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    Castelmezzano (foto di M.Tomaselli)

    Una proiezione che ci allarga gli orizzonti sulla Lucania, antico nome della regione Basilicata: terra di contrasti e di forti armonie, gelosa custode della propria identità, capace di rappresentare il fascino dell’avventura e della scoperta. Territorio di gente ospitale e scenari inaspettati… Matera è una perla che lascia a bocca aperta e non solo per la sua cultura e la sua bellezza unica. Così in breve si presenta una regione a misura d’uomo.

    In effetti la Basilicata, ancora poco conosciuta e meno ricercata come meta turistica rispetto ad altre regioni italiane,  offre paesaggi poco antropizzati (ha una densità di 57,9 abitanti per km², la più bassa d’Italia dopo la Valle d’Aosta) e scenari naturalistici di grande varietà, tanto da essere scelta, sempre più spesso e volentieri, quale location per le produzioni cinematografiche. Qualche esempio dei film made in Lucania? Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, La Passione di Cristo (2003) di Mel Gibson, Nativity – The Nativity Story – (2006) di Catherine Hardwicke, Io non ho paura (2003) di Gabriele Salvatores e  molti altri ancora.

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    Castelmezzano (foto di M.Tomaselli)

    Cultura, ambiente, tradizioni, arte, svago: sono tanti i motivi per concedersi una vacanza nella Basilicata; un soggiorno dalle mille sfaccettature nei luoghi in cui fiorì la cultura millenaria della Magna Grecia, sulle orme di antiche civiltà che ancora riecheggiano nei libri di storia.

    L’incanto continua … Sentieri campestri lambiscono oasi rigogliose di querce, carrubi e fichi d’India, mentre il pino loricato, contorto e solitario, cresce sulle pareti più impervie del parco nazionale del Pollino. L’impressione è di aver trovato uno scrigno della biodiversità. È qui che la natura esplode più florida che mai.

    Ma non è tutto.

    Tradizioni e credenze popolari fanno ritenere il nome Pollino una derivazione di Mons Apollineus, incarnazione dell’Olimpo nella Magna Grecia, casa vacanza di Zeus e signore dei cieli del mar Jonio.

    Dalla storia greca degli Dei alle storie epiche medioevali. Leggende e racconti rivelano che queste Terre custodirebbero il Sacro Graal: la misteriosa reliquia che, secondo antiche credenze, consisterebbe nel calice di Gesù, usato nell’ultima cena, con cui sarebbe stato raccolto il sangue di Cristo dopo la crocefissione e che l’ordine dei Templari aveva il compito di custodire. Fede, storia e leggenda: la ricerca del Sacro Graal si concentra nei piccoli borghi delle Dolomiti Lucane, fra spettacolari guglie e sagome che si elevano come giganti venuti a galla dal mare e ricordano le più note Dolomiti del Nord.

    L’interesse è cresciuto da quando sono stati scoperti simboli templari in chiese del secolo XI: di Acerenza, Venosa, Castelmezzano, Serra di Vaglio e Lagopesole, così da essere inserite nei luoghi della storia templare, assieme a mete come Rosslyn Chapel in Scozia e la chiesa di Santa Maddalena a Rennes Le Château in Francia. Ma la più importante notizia è che Hugues de Payns, il nobile cavaliere dello Champagne, fondatore dei Templari nel 1118, avesse probabili origini lucane. Da qui il suo nome Ugo di Pagani. Lo afferma il professor Mario Moiraghi, storico medioevale. Tuttavia la notizia è incerta, anche se, già nel XVII sec., alcuni studiosi avevano ritenuto il fondatore dei Templari di origini italiane anziché francesi.

    Eccomi a Castelmezzano, magione templare.

    Basta uno sguardo per comprendere perché è stato inserito nei borghi più belli d’Italia, una lista che annovera oltre duecentoquaranta siti: è impossibile rimanere indifferenti alla sua eterea bellezza, che richiama addobbi e origami  fra le alte guglie delle Dolomiti Lucane. Molto probabilmente, Castelmezzano sorse nel X secolo, quando i cittadini di Mandoro (Mondo d’Oro), in fuga dagli arabi, vi trovarono riparo. L’habitat molto particolare, arroccato fra le rocce, consentiva la sopravvivenza, permettendo la caccia e la pesca, ma soprattutto la difesa dagli invasori, facendo rotolare enormi massi per fermare il nemico. Boemondo d’Altavilla, primo normanno ad arrivare fra queste guglie, scelse il profilo di due cavalieri aderenti alla I Crociata, nell’anno 1097, come blasone cittadino.

    Il paese prende il nome dalla fortezza normanna (Castrum Medianum) che si ergeva a metà strada fra i castelli di Pietrapertosa e di Brindisi Montagna, di cui oggi è traccia la piccola cinta muraria con i funambolici gradini che salgono verso il cielo.  Nonostante i segni del tempo, Castelmezzano ha conservato l’originario impianto medioevale e si presenta come un agglomerato di case strette, attorno a delle conche rocciose, secondo un’antica forma di terrazzamento.

    Oggi il paesaggio è molto suggestivo e riecheggia ancora echi celtici e pagani. Lo definisce così The Huffington Post (Travel) che ha posto il paese lucano in una classifica dei  luoghi europei assolutamente da vedere:

    Schiacciato contro le imponenti Dolomiti lucane, Castelmezzano è uno dei paesi più emblematici della Basilicata. È un rifugio popolare per i turisti locali che cercano di evadere dal caos controllato della vita di città e passare del tempo a passeggiare per i leggendari sentieri, gustare la cucina nostrana negli agriturismo della valle sottostante, godendo di viste uniche. Buona parte del piacere di Castelmezzano, tuttavia, sta nell’arrivarci, e i viaggiatori consigliano di affittare un’auto per apprezzare i punti panoramici e i paesini a lato della spettacolare autostrada. ”[1]

    Un dedalo di viuzze, tra case imbiancate e sassi, che spalanca gli occhi al parco regionale di Gallipoli Cognato delle Piccole Dolomiti lucane, uno dei luoghi più suggestivi della Basilicata, che conserva un importantissimo patrimonio naturalistico ed antropologico.

    Un fluttuante senso di scoperta mi accompagna nel borgo e nel girovagarci mi sembra di evocare un tempo lento e lontano. Lo sguardo è rapito da un groviglio di scalinate quasi appaiate.  Al mattino la vita del borgo pulsa silente e seguo gli aromi, sparsi qua e là, fra le tante botteghe artigiane.  Sento l’odore della legna che brucia nei camini, che arde, e mi dà un senso di quiete. All’imbrunire le pietre delle abitazioni riflettono la luce dei lampioni, così si ha quasi l’impressione di essere in un grande presepe, in un percorso che si snoda tra vicoli, piazze e sassi. Un meraviglioso scenario, fra i tesori più belli della Basilicata, a 1.000 m. di altezza.

    Tutto a un tratto, all’interno dell’albergo mi appare l’attrice Violante Placido, il cui sguardo subito mi seduce con i suoi modi intriganti e convincenti.  Mi dice: “Stiamo girando la fiction: ‘Questo è il mio paese’ diretta da Michele Soavi e girata fra Vico del Gargano, Manfredonia, Ischitella, San Marco in Lamis, Foresta Umbra e Castelmezzano”.

    La trama è la storia di Anna (Violante Placido), una donna forte, speciale, che ama le sue origini. Dopo una serie di episodi, Anna decide di tornare al suo paese d’origine: Calura, un luogo immaginario del mezzogiorno. Si candida Sindaco e vince le elezioni. In pochi mesi trasformerà la vita del paesello, portandolo a un nuovo stile di vita.

    Ma Castelmezzano è soprattutto noto per il Volo dell’Angelo: un’esperienza unica e irripetibile, riservata a coloro che amano l’estremo.  Un cavo d’acciaio sospeso fra due paesi, Castelmezzano e Pietrapertosa, permette di attraversare il vuoto nella massima sicurezza.  L’immagine dei falchi che si librano in cielo è la metafora di questa esperienza. È una scarica pura di adrenalina: a 120 chilometri orari si sente tutta l’aria addosso e gli occhi sono un oceano di emozioni. Legati all’apposita imbracatura si potrà provare l’emozione di scivolare fra le Dolomiti Lucane.

    Due sono le possibilità di volo: si potrà partire dalla tappa detta di San Martino, che inizia a Pietrapertosa, a 1020 metri d’altitudine, e si conclude a Castelmezzano, a 859 metri. In questo tragitto di 1.415 metri si raggiungerà una velocità massima di 110 chilometri orari. L’altro tratto, la linea Peschiere, parte da Castelmezzano, a quota 1.019 metri, e arriva a Pietrapertosa a 888 metri. Il percorso conta 1.452 metri e tocca i 120 chilometri orari.

    Se l’adrenalina del volo non attira, gli amanti della natura possono usufruire di un’altra attrattiva molto particolare: il percorso delle Sette Pietre. Un percorso letterario che ha recuperato l’antico tratturo di due chilometri fra Castelmezzano e Pietrapertosa.  La camminata prevede punti di sosta per beneficiare della suggestione dei paesaggi, delle visioni, dei profumi, delle voci della natura, delle parole incise sulla pietra, che raccontano un immaginario condiviso. Storie di magie, quelle delle “masciare” (megere o fattucchiere), donne depositarie di arti esoteriche, che combinavano segni con olio e formule magiche. Una serie di racconti che Mimmo Sammartino ha raccolto nel suo libro: “Vito ballava con le streghe”[2]. Il testo ripercorre la storia di Vito, un contadino del Sud, che, immerso in un delirio notturno a seguito di una fattura d’amore, ballava con le streghe.

    Chi invece vorrà percorrere delle vie ferrate, affrontando muri di roccia arenaria, toccando i pinnacoli “Civetta”, “Aquila Reale”, “Grande Madre” e “Incudine”, potrà cimentarsi in due tragitti di media difficoltà, in uno scenario paesaggistico unico.

    Non resta che un consiglio: affrettatevi a visitare questo luogo magico.

    INFO UTILI

    COME ARRIVARE. In auto, autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Sicignano, direzione Metaponto lungo la statale Basentana, uscita ad Albano di Lucania. In treno: scendere alla stazione di Potenza Inferiore, quindi prendere il bus che in 35 minuti raggiunge Castelmezzano.

    QUANDO ANDARE: da aprile a ottobre

    CASTELMEZZANO: di sera entra in funzione la rete di illuminazione che esalta il fascino del borgo. Splendidi la chiesa madre di Santa Maria con i suoi ricchi interni e la croce templare esterna, i resti dell’antico fortilizio di epoca normanna, con la ripida scala che si arrampica sulle guglie di arenaria.

    PER MAGGIORI INFORMAZIONI Apt Pro Loco: tel. 0971/98.60.20  www.castelmezzano.net

    PIETRAPERTOSA è uno dei borghi delle Dolomiti Lucane, inserito nei borghi più belli d’Italia. Rientra nel territorio del Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Con i suoi 1088 m s.l.m. è il comune più alto della Basilicata. A guardarlo dal basso viene da pensare che in questo piccolo borgo la natura si sia sbizzarrita: l’abitato si integra perfettamente con le guglie lucane. Il cuore del borgo è il quartiere arabo, l’Abat con le sue case scavate nella roccia. Domina il Castello Normanno sul cui trono sedette Costanza d’Altavilla, madre di Federico II.

    www.comune.pietrapertosa.pz.it

    DOVE DORMIRE: tante le possibilità, ma si consiglia:

    LA LOCANDA DI CASTROMEDIANO

    Nel cuore di Castelmezzano, l’albergo, sopra il ristorante Al Becco della Civetta, dispone di ventiquattro camere, arredate con mobili in arte povera e letti in ferro battuto. Ogni stanza gode di   panorama sulle Dolomiti Lucane.

    via Michele Volini, 50/A – Castelmezzano (Pz)

    Tel. 0971-986249 www.beccodellacivetta.it Prezzi: doppia da 80 euro

     

    CUCINA: Maria Antonietta Santoro, la cuoca del ristorante Al becco della civetta, ci aiuta a scoprire le prelibatezze della cucina di Castelmezzano. I prodotti del territorio sono gli straordinari funghi cardoncelli, i caciocavalli aromatizzati con il timo e il finocchietto, le carni di maiale e di agnello. Tra le curiosità ci sono anche i peperoni cruschi. Pietanze senz’altro da accompagnare con l’ottimo aglianico.  Prezzi a partire da 30 €.

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    [1] Traduzione a cura di Chiara Naidon, secondo il testo originario in inglese: “Pressed tight against the towering Lucan Dolomites, Castelmezzano is one of the most emblematic villages in Italy’s Basilicata region. It’s a popular getaway for local tourists looking to escape the controlled chaos that is city life and spend their time wandering the village’s legendary hiking trails, enjoying the hearty cuisine in the farm-restaurants of the valley below, and enjoying the one-of-a-kind views. Half the fun of Castelmezzano, though, is getting there, and travellers suggest renting a car to enjoy the viewpoints and villages along the scenic highway.”

    [2] Mimmo Sammartino (2004), “Vito ballava con le streghe”, Sellerio Editore Palermo

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