• La mappa del quartier generale: ecco Udine nella Grande Guerra

    scritto il 4 febbraio 2016 da: Michele Tomaselli

    Il capoluogo friulano fu davvero la “capitale” del primo conflitto mondiale. Un prezioso documento registra i 42 siti militari posti nel cuore della città di Michele Tomaselli

    Messaggero Veneto 05 gennaio 2016

    Una Udine come non l’abbiamo mai vista. In questi tempi di ricorrenze della Prima Guerra Mondiale, è stata riscoperta una mappa della città, datata il 1923, il cui originale è conservato nell’archivio dell’ingegner Domenico Pittino di Tarcento. Si tratta di un documento di grande interesse per la nostra storia, perché conferma l’importanza logistica di Udine durante gli anni del primo conflitto.

    È ben noto che Udine ospitò il Comando Supremo; ma forse non ci si immagina fino a che punto il centro fu trasformato in una vera e propria cittadella della guerra, nel quartier generale.

    Accanto al Comando Supremo e all’abitazione del generale Cadorna di piazza Patriarcato, si insediò, infatti, tutta una serie di comandi, fra cui anche il Comando di Marina, oltre a battaglioni, ospedali, ospedaletti, locali contumaciali e presídi. In tutto ben 42 siti militari, che trasformarono Udine in un nodo logistico strategico nello smistamento di materiali, mezzi e uomini verso le prime linee del fronte. In aggiunta a una popolazione di circa 47 mila abitanti (censimento 1911), giunsero a Udine migliaia di militari, fra soldati e borghesi militarizzati. In particolare l’arrivo dell’esercito italiano invertí completamente il rapporto tra la popolazione militare e quella civile, sconvolgendo abitudini e relazioni sociali.Il potenziamento della macchina bellica e dell’assistenza sanitaria comportò l’installazione di un elevato numero di presídi militari fra i quali il laboratorio d’aeronautica, l’officina del parco automobilistico, il magazzino viveri, i forni Weiss, lo scalo militare, il deposito munizioni, il deposito benzina, il laboratorio di artiglieria, diversi ospedali da campo e un lazzaretto.

    I due Comandi tappa erano il cuore pulsante della città di allora, dato che provvedevano all’avviamento dei drappelli e degli ufficiali, all’internamento dei prigionieri di guerra, alla requisizione degli alloggi, alla distribuzione del ghiaccio agli ospedali, al rilascio dei permessi alle levatrici. Inoltre, ogni persona che entrava nel quartier generale aveva l’obbligo di accedervi per la registrazione.

    Comando Tappa via Poscolle 1

    Comando Tappa via Poscolle 1

    Ma ecco come doveva essere la distribuzione dei siti. Il liceo ginnasio Stellini di piazza Primo Maggio, costruito nel 1914, ospitava il Comando Supremo; il palazzo Giacomelli di via Grazzano, oggi sede del Museo etnografico del Friuli, alloggiava il Comando Divisione Cavalleria e Corpo d’Armata; la casa Rossetti di via Villalta accoglieva il Comando zona Lavori; infine, un’area aperta, fra piazzale Cavedalis, viale Gio Batta Bassi e via Arturo Malignani (allora via M. Rotondo) dava spazio al Laboratorio d’Aeronautica. Qualche metro piú in là, verso via Micesio, si trovava l’officina del Parco Automobilistico, mentre fra via Pordenone e via Martignacco, era stato inserito l’autoparco della II Armata.

    Proseguendo il percorso storico, si scopre che, fra via Cussignacco e via della Vigna era allocato il Magazzino viveri; mentre fra via Buttrio e la ferrovia Udine-Trieste era stato costruito uno scalo militare con gli annessi forni Weiss.In viale Giuseppe Duodo si trovavano il laboratorio di Artiglieria e il deposito munizioni. Quest’ultimo era situato all’interno della Tessitura Barbieri, oggi scomparsa, ma il cui sito è occupato dal Centro per l’impiego.

    Degni di segnalazione anche: l’Autoparco del Comando Supremo, ubicato fra viale della Vittoria, via Liruti e piazza Primo maggio; il Comando della XIII Armata, insediato nel palazzo Agricola e i baraccamenti delle Truppe di passaggio installate in via Dante Alighieri.

    Invece, spostandosi qualche metro piú in là, verso via Giosuè Carducci è anche interessante scoprire il Comando Marina, collocato nell’elegante e floreale palazzo Vuga.

    Non meno rilevante il numero delle strutture sanitarie: c’erano ben sei ospedali da campo, un dispensario e un lazzaretto. All’interno della scuola infantile di via Marco Volpe si trovava l’ospedale di otorinolaringoiatria; il collegio Toppo Wassermann di via Gemona, ospitava il sanatorio Toppo. Anche l’Istituto Renati di via Francesco Tomadini, l’Istituto scolastico Dante Alighieri e l’ex seminario arcivescovile di viale Ungheria furono trasformati in ospedali.

    Peraltro un’ampia area esterna, oggi coincidente con gli spazi della Caserma Osoppo, fu destinata a ospedale da campo, dalla capienza di oltre 200 posti letto. Infine uno spazio aperto, fra via Cisis e piazzale Cella, fu trasformato in un Convalescenziario per ufficiali mentre gli attuali spazi dell’ospedale Gervasutta furono trasformati in lazzaretto. Torniamo alle strutture logistiche: l’ufficio Fortificazioni si trovava in piazza Primo maggio, mentre le Caserme erano state cosí ripartite: San Valentino in via Pracchiuso; l’8° Alpini in via Sant’Agostino; la Fanteria in via Aquileia, nelle strutture dell’ex raffineria di zucchero; la Regia Finanza in via della Cisterna negli odierni spazi del Comando Compagnia.

    Ospedale militare Dante Alighieri

    Ospedale militare Dante Alighieri

    Degne di segnalazione anche quelle di via Aquileia e di Viale Ungheria. I Comandi Tappa erano ubicati nell’attuale sede della Regione Friuli Venezia Giulia, ove oggi si trova la pizzeria Al Gelso, sulla via Poscolle, e in una villetta, ancora parzialmente esistente, in via Cernaia. Lungo la via Stazione si trovava lo scalo ferroviario che, dall’inizio del conflitto, assunse un ruolo di primo piano nello smistamento di materiali, persone e mezzi verso le prime linee del Carso. Sempre in questo luogo erano collocati il Commissariato e il Deposito carburanti.

    La mappa è molto interessante anche perché fornisce, nella sua interezza e, per la prima volta, le strutture logistiche e militari degli invasori austro-tedeschi, durante l’occupazione dal 29 ottobre 1917 al 3 novembre 1918.

    La città fu divisa in due settori, la parte nord ai tedeschi, la parte sud agli austro-ungheresi. In tutto si contavano 15 edifici occupati fra cui il Palazzo d’oro (Palazzo Contarini) e il Palazzo del Monte di Pietà quali sedi del Comando Germanico. Fu addirittura inaugurato un Teatro all’aperto, lungo la via Felice Cavallotti, oggi via Gorghi.

     

    Condividi su:

    In questo articolo si parla di:



    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *