• Svelato ogni dubbio sull’identità del baffone della birra Moretti

    scritto il 7 dicembre 2016 da: Michele Tomaselli

    Baffone Birra Moretti: mi sia gentilmente consentito di replicare brevemente a diversi post apparsi su Sei di Udine Se ….. e ad un articolo del Messaggero Veneto relativamente alla vera identità del baffo della birra Moretti

    Desidero evidenziare che il contadino tirolese –  raccontato nel libro“Ennio Puntin Gognan architetto e fotografo” – è stato realmente fotografato da Erika Grott-Schmachtenberger il 2 aprile 1939. Invito pertanto a leggere il citato libro (reperibile alla libreria Ubik) – In appendice la vera storia del “Baffone” della Birra Moretti, presentato mercoledì 30 novembre alla libreria Ubik di Udine perché in esso si trovano non parole ma documenti inconfutabili.

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    La nota con cui Lao Menazzi Moretti riconosce £ 37.200 alla Groth.

    La prima testimonianza è quella della stessa fotografa, che fece causa -vincendo- alla Moretti, per aver utilizzato senza il suo consenso la fotografia del “Baffone”, alias Romed Schreiner, immortalato mentre soffia sulla birra nel cortile della locanda Stangl a Thaur in Tirol. Nel libro è riprodotta la fotografia originale e sono ricordate le circostanze del contenzioso Groth-Moretti. La seconda testimonianza, affidata ad un giornale locale nel 1999, è quella di Johann, tredicesimo ed ultimo figlio in vita di Romed, che riconosce il padre nello scatto della Groth. La terza testimonianza è quella del borgomastro di Thaur nel 1999, che attesta l’identità del concittadino Romed e ricorda che il “Baffone” morì nel 1951. La prova è una lettera pubblicata nel libro, intestata “Birra Moretti Udine”, datata 17 dicembre 1956, inviata a Erika Groth-Schmachtenberger, con firma autografa di Lao Menazzi Moretti. Nella lettera, che fa seguito ad altre precedenti, il proprietario del birrificio afferma testualmente: “Riconosciamo quindi senz’altro fondate le Vs. osservazioni e Vi preghiamo indicarci se siete d’accordo di cedere tutti i Vs. diritti sulla fotografia in discussione”.

    Ecco, in breve, la verità sull’origine dell’immagine del “Baffone” -lo scatto fotografico della Groth– ricostruita sui documenti, non sui ricordi, le parole o le “contemplazioni”.

    A comprava  la lettera con cui Lao Menazzi Moretti riconosce alla Groth, il 17 dicembre del 1956,  la somma di  £ 37.200 per l’utilizzo della fotografia che immortala il famoso baffone,

    Quanto all’illustratore/trice che ha realizzato la famosissima immagine pubblicitaria del vecchio baffuto che soffia sulla schiuma del suo boccale di birra, invito a controllare la firma apposta sullo stesso manifesto. In alto a destra si noterà la scritta  Segala, ovvero la persona che l’ha disegnato. Trattasi, secondo il catalogo degli illustratori italiani del periodo di  Franca Segala,  che ha realizzato moltissimi manifesti, soprattutto alla fine degli anni 30, compreso quello per la nota casa farmaceutica Wassermann.

    In allegato il manifesto del baffone della Segala (con la scritta Segala in alto!)

    Per l’utilizzo delle immagini si prega di citare il nome dell’Associazione Cervignano Nostra, curatrice del volume “Ennio Puntin Gognan architetto e fotografo”e Antonio Rossetti presidente del sodalizio, oltre che l’artefice di questa scoperta.

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    Il manifesto del baffone (collezione Puntin – Cervignano del Friuli)

     

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