• Da Cervignano alle Svalbard sulle tracce del dirigibile Italia

    scritto il 15 maggio 2018 da: Michele Tomaselli

    Il 15 aprile 1928 il dirigibile “Italia” comandato dal generale Umberto Nobile partì da Milano Bresso per arrivare alla Baia del Re, nelle Isole Svalbard. Il 25 maggio 1928, al terzo volo, la nave aerea dopo aver raggiunto il Polo Nord, sulla via del ritorno, si schiantò sulla banchisa Polare. Sei membri dell’equipaggio rimasero intrappolati sull’involucro che si allontanò senza governo, un altro morì nell’impatto e 9 persone riuscirono in qualche modo a sopravvivere. Roald Amundsen, informato dell’incidente, andò generosamente in loro soccorso, tuttavia scomparve in mare senza mai essere ritrovato. Il 12 luglio 1928, dopo 49 giorni di prigionia sui ghiacci, l’equipaggio superstite fu recuperato e portato in salvo dal rompighiaccio sovietico “Krassin”. In occasione del 90esimo anniversario e per la prima volta dopo 90 anni, i discendenti di quell’equipaggio (tra cui il cervignanese Michele Tomaselli in rappresentanza di Cesco Tomaselli) si sono radunati a Roma, presso la sede della Società Geografica italiana.

         I discendenti dell’equipaggio del Dirigibile “Italia”, Massimo Inguscio, Gianluca Casagrande e Paola Catapano presso la sede della Società Geografica Italiana di Roma 

    Alla presenza del Presidente del CNR professore Massimo Inguscio, della giornalista scientifica del CERN, Paola Catapano, del professor Gianluca Casagrande dell’Università Europea, hanno deciso di raggiungere nel mese di agosto le isole Svalbard per ricordare degnamente le imprese dei propri Avi. Tale commemorazione si svolgerà in occasione del passaggio presso Kings Bay della spedizione scientifica PolarQuest 2018, promossa dal CNR.

                                                        Paola Catapano e Michele Tomaselli

    Francesco Ugo “Cesco” Tomaselli è stato testimone di alcuni tra i più importanti avvenimenti del Novecento: dalla Prima guerra mondiale al viaggio del Norge; dalla drammatica spedizione del dirigibile Italia alla caccia alle balene; dalla campagna d’Etiopia e da quella di Russia con l’8ªArmata fino alla Guerra civile spagnola, all’ascesa di Mao Tse-Tung in Cina e al giro del mondo in aereo. Alpino e alpinista, inviato speciale e grande viaggiatore, ha saputo restituire racconti sempre lucidi, puntuali, appassionati. Un reporter le cui cronache, ancora oggi, sono di sorprendente attualità. Noto giornalista e scrittore, che per quasi quaranta anni fu inviato speciale del Corriere della Sera, descrivendo i grandi eventi. Tomaselli venne scelto come inviato al seguito della spedizione di Nobile e Amundsen che col dirigibile Norge raggiunsero nel ’25 il Circolo polare artico. Nel 1928 partecipò al viaggio del dirigibile Italia comandato da Nobile e al cui disastro scampò fortunosamente perché all’ultimo fu sostituito dal giornalista Ugo Lago del Popolo d’Italia che qui incontrò la morte. A Cesco Tomaselli è dedicato il noto premio nazionale di giornalismo che porta il suo nome.

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