Sciando tra le montagne, e le cime innevate tra i borghi e luoghi nascosti, viaggiando verso il mondo ed un passo indietro nella storia

Viaggi e mete

Etna dove la neve incontra il fuoco

“Se ne sta come un immenso gatto di casa che inquietante ronfa, e ogni tanto si sveglia, sbadiglia e con una distratta zampata copre ora una valle ora un’altra cancellando paesi, vigne, giardini. E appunto come i gatti di Elliot ha tre nomi diversi: Etna, Mongibello e il terzo segreto.”

Leonardo Sciascia

Domenica 04 marzo 2012

La furia del fuoco ha generato giochi piroclastici e flussi di fango, l’enorme nube cinerina ha velato oltrevento spettacolari villaggi etnei. Anche l’Etna ha voluto onorare Lucio Dalla nel giorno del suo funerale, un’eruzione che molti degli abitanti di Sant’Alfio e Milo hanno voluto intepretare come un saluto del vulcano al grande cantautore che proprio in questi luoghi amava trascorrere le vacanze.

L’irruento nugolo vulcanico ha iniziato a uscire verso le prime ore della mattinata esaurendosi qualche ora dopo. Per la terza volta dall’inizio dell’anno, il cratere sud-est esplodeva gas e ceneri, riversando la colata lavica nell’ imbiancata e spettacolare valle del Bove.

Lasciare il litorale jonico per andare a sciare oltre Zafferana ha un che di eccitante: l’Etna, o Mongibello del periodo saraceno (dall’arabo djiebel), non è solo il vulcano più attivo d’Europa, ma anche un gigante stagliato tremilatrecento metri sullo stretto di Messina, la cui ascensione con le pelli di foca rimane pur sempre un indimenticabile presagio di contrasti naturali.

 

Un déjà vu

In questi giorni ho visto paesaggi fantastici, mandorli in fiore, crateri nella nebbia, discese spettacolari, colate laviche, scorci sullo stretto di Sicilia, e una distesa di villaggi adagiata su terra lavica millenaria. Clima e sole mi hanno permesso di sciare su neve compatta con uno spettacolo sempre diverso. Un boato mi ha ricordato che l’Etna è vivo, che farfuglia dentro di sé e si esibisce in spettacoli pirotecnici. La furia del fuoco si ribella all’inverno in un connubio di allusioni rispecchiante l’anima della Sicilia e della sua gente: un patrimonio ricco di natura, cultura e tradizione.

Dai crateri vi è uno spettacolo grandioso, si intravedono la pianura catanese, i monti Erei, i monti Iblei, le Madonie, i monti Nebrodi, le Isole Eolie, il continente e l’Aspromonte. Il sole è ardente e il bagliore enfatizza rocce laviche, sparse in ogni dove.

In uno scenario da origine del Pianeta, la salita al cono sommitale è l’ebrezza di un respiro. Fra hamam, vapori e condense l’atmosfera diventa irreale. D’improvviso uno squarcio lacera le nubi e lascia apparire una visione dantesca, sotto di noi si intravede la bocca del cratere: siamo per caso arrivati alla porta dell’inferno?

 

Ritorniamo indietro nel tempo

L’atteso appuntamento della gita mediterranea del Gruppo Alpinisti Sciatori (G.A.S.) era fissato ai primi quattro giorni di febbraio: il documentario di Fosco Maraini, dal titolo “Etna mare neve”, di cui alla presentazione dicembrina del G.A.S., ci aveva fatto assaporare una discesa magica che lambiva il mare.

Incantati dagli orizzonti mediterranei, non ci restava che partire, a distanza di dodic’anni dalla prima sortita del G.A.S. sull’Etna.

Tuttavia l’assenza del manto nevoso lasciava alla speranza di perturbazioni il nostro destino. Per il momento la stagione sembrava compromessa, obbligandoci a nefasti digiuni. A me parve invece l’occasione d’iscrivermi confidando in un’auspicabile nevicata.

E di neve sull’Etna ne scese talmente tanta che la strada provinciale di Piano Provenzano venne letteralmente sommersa dalla coltre bianca -si misuravano oltre due metri di neve-  finalmente si poteva partire.

Giovedì 01 marzo 2012

All’aeroporto lagunare siamo capitanati da Lucio, un ragazzo speciale che ha coordinato tutto nei minimi particolari. Del gruppo fanno parte Lidia, instancabile ski runner, Bobo, icona immaginaria del peso&forma, Lorenzo, degli andini campesinos, Silvia R. sciatrice accattivante dal sorriso smagliante, Luciano, guru del fuori pista, lo scrittore Isaak Sirovich, Andrea, paladino della giustizia, alcuni “muli” di Trieste portatori della tradizione dell’osmiza, Marco di Kobarid, Monica ostetrica, e tanti altri. In tutto ventisei malati irreversibili di scialpinismo che hanno contribuito in modo significativo alla riuscita di questa tre giorni mediterranea.

Dall’aeroporto di Catania, ritirate le auto a noleggio, ci addentriamo nel cuore della costa jonica -uno scrigno d’arte e storia- reso celebre dalle proprie bellezze naturali, artistiche, culturali ed architettoniche e nutrito dalla calorosa ospitalità della sua gente.

A Zafferana Etnea, le chiese e i palazzi baroccheggianti ci meravigliano, all’insegna di uno stile indecifrabile descritto da linee curve, andamenti sinuosi e dalla esuberanza decorativa.

Più tardi, rilassandoci dalle fatiche del viaggio intrapreso, assaporiamo i celebri arancini di riso siciliani e procediamo alla spartizione delle camere, secondo accurati criteri gestionali.

A cena i gusti della cucina siciliana conquistano i nostri palati. La caponata di melanzane, la pasta alla norma, la parmigiana di melanzane, le panelle e il buon vino ci conducono in un viaggio enogastronomico esageratamente raffinato.  Famelici, fra una portata e l’altra, ascoltiamo l’esperto Saro Messina che ci illustra il programma dell’indomani.

Venerdì 02 marzo 2012

Non avrei mai creduto di salire sull’Etna!!

Al rifugio Citelli sul versante est dell’Etna il tempo è un cielo dipinto di blu. Un piccolo contrattempo ritarda la partenza ma la voglia di salirlo è inarrestabile. Fa caldo e il sole siciliano si fa sentire. È straordinario scrutare in lontananza il mar Jonio e lo stretto di Messina.

Fra pendii lavici dalla straordinaria forza naturale, valichiamo un colletto, una piramide e la lunghissima cresta dei Pizzi Neri, fino a pervenire all’Osservatorio vulcanologico. Tutto sembra a portata di mano. Sotto di noi l’infinita e spaziante valle del Bove che, di ampio respiro, è una delle più lunghe discese  che l’Etna può offrire.

A ponente oltrepassiamo il piano delle Concazze e risaliamo le propaggini del cratere N.E., la fatica è immensa ma lo spettacolo è grandioso.  Arriviamo sulla sommità del cratere, una voragine enorme senza fondo. Troviamo bocche fumanti e cristalli arricciati dalle forme più stravaganti. La sommità dell’Etna è formata da diverse bocche più o meno attive -dobbiamo togliere gli sci- la neve è ricoperta da una spessa coltre di cenere nera. Procedere non è difficile, ma ogni passo costa fatica, circondati come siamo da fumarole e intensi odori di zolfo. Anche l’alito del cratere centrale non garantisce nulla di buono, non vorremo che il Mongibello si risvegliasse ora.

Per assaporare al meglio l’avventura, scendiamo per l’interminabile valle del Bove accompagnati dalla guida di media montagna Fabio Cannavò. La  neve è pura sinfonia….. lo spettacolo è grandioso ….tutto è magnifico … è un tuffo al cuore.

Sabato 03 marzo 2012

La giornata è stupenda, vi è un bellissimo sole, il panorama è mozzafiato e il mare è lì.

Dal versante sud la salita procede a ritmo serrato. Arrivati in cima alla Montagnola, taluni non resistono e scendono al Monte Solfizio in una estenuante prova freeride. Non viene meno l’occasione di ammirare in tutto il suo splendore una volpe rossa etnea.

Nel ritaglio pomeridiano alcuni incontentabili si recano ad Acitrezza, antico borgo marinaresco, dominato dai caratteristici faraglioni delle saghe omeriche e reso celebre dal Verga nei  Malavoglia. Al tramonto, l’atmosfera dell’ameno porticciolo è una occasione unica per passeggiare fra le imbarcazioni, sorseggiare drink e sentire i racconti della gente del mare.

Rigenerati dagli aperitivi pomeridiani, tutto è pronto per la cena. Oltre Linguaglossa vi è un ristorantino che Maurizio conosce abbastanza bene. Il tavolo è riservato al nostro gruppo … Ci sediamo e gustiamo dell’ottima carne alla griglia di agnello e maiale condita dal  buon vino rosso etneo. La cena è frugale ma vivamente consigliabile. In compagnia dell’allettante Fabio, festeggiamo il traguardo etneo con una deliziosa torta al cioccolato.

All’indomani l’Etna, risvegliandosi dal breve letargo, ci regalava uno spettacolo dalle mille emozioni e dai forti contrasti: il nostro epilogo siciliano non poteva concludersi in modo migliore. Appagati da un’esperienza indimenticabile, non ci resta che pensare alla  prossima proposta mediterranea.

Si ringraziano

Lucio Rodaro per la premurosa organizzazione, Fabio Cannavò per il prezioso contributo scialpinistico, Saro Messina autore della guida sci alpinismo sull’Etna e il G.A.S. che ha reso possibile tutto ciò.

 

INFORMAZIONI:

Come arrivarci:

Via terra: d’inverno scendere dall’Italia settentrionale in Sicilia permette di gustare senza troppe ansie uno splendido patrimonio paesaggistico. Dopo lo stretto di Messina si prosegue in autostrada verso Catania e si esce a Giarre per salire a Zafferana Etna (dalla Svizzera  circa 1.500 km)

Via aerea: l’aeroporto Fontanarossa di Catania offre svariati collegamenti con i principali aeroporti italiani. Degna di segnalazione è la compagnie low-cost Volare easy jet che offre il trasporto degli sci ad un sovraprezzo di  € 20.

 

Lo sci:

Sciare sull’Etna è sicuramente un’esperienza possibile grazie agli  impianti di Piano Provenzano del versante nord (neve da dicembre a maggio) e quelli del rifugio Sapienza  nel versante sud (neve da dicembre a marzo)

 

Scialpinismo:

L’Etna non è una montagna da sottovalutare, le insidie del fuoripista possono cogliere di sorpresa anche gli sciatori più esperti. In tal senso è consigliabile farsi accompagnare da guide locali.

L’ascensione dal rifugio Citelli (1.705 m) sul versante est al cratere nord-est (3.323 m) con oltre 1.600 m. di dislivello è un percorso lungo ed impegnativo che può richiedere l’uso di ramponi nell’ attraversamento della  cresta dei Pizzi Neri.

Più facili sono invece l’ascensione dal rifugio Sapienza (1.905 m) sul versante sud e quella da Piano Provenzano sul versante nord che, grazie ai rispettivi impianti di risalita, permettono di ridurre di molto il dislivello e le distanze.

La salita alla Montagnola (2.677 m) dal versante sud, seppure di breve durata, offre una discesa splendida con pendenze sempre sostenute.

Da tenere in considerazione che le condizioni del tempo devono essere perfette: nebbia e cattivo tempo rendono problematico l’orientamento.

 

Bibliografia scialpinistica

SCI ALPINISMO SULL’ETNA dove la neve incontra il fuoco di Saro Messina 2008

NEVI SUL MEDITERRANEO di Franco Laura e Massimo Gionco De Agostini 2002

EUROPA EXPLORER Avventure con gli sci e in mountain bike da Capo Nord all’Isola di Creta di Franco Gionco De Agostini 1991

 

Numeri utili per l’organizzazione del viaggio scialpinistico:

Riccardo Rossi:   + 393489546409 (gestore rifugio Citelli)

Barba Giuseppe: + 39330693057 (edicolante a  Zafferana Etnea)

 

Bed&breakfast:

Perla dell’Etna: +39330693057

www.perladelletna.it – info@perladelletna.it

Rifugi:

Rifugio Citelli:www.rifugiocitelli.net – rifugiocitelli@katmail.com

Rifugio Sapienza:www.rifugiosapienza.com – info@rifugiosapienza.com

Articolo e Foto di Michele Tomaselli

 

 

 

Lascia un commento